RICORDANDO IL BEATO ALBERIONE “VOLGIAMO IL NOSTRO PENSIERO AL PARADISO”

 
26 Novembre : Festa liturgica del Beato Giacomo Aberione

 

l’apostolo delle comunicazioni

 

 
SPESSO DON ALBERIONE PARLAVA DEL PARADISO
ALLE SUE FIGLIE E AI SUOI FIGLI
 
“Volgiamo il nostro pensiero
al santo Paradiso”.
 

 

Beato Giacomo Alberione con i primi ragazzi della Società Paolina

 

 Nel cielo una stella differisce dall’altra[1], così sarà del premio che a ciascuno sarà dato.

Nelle Lettere di S. Paolo leggiamo: “Ciascuno avrà la mercede, secondo la fatica”[2]. Da ciò deduciamo tre conseguenze, chiediamo tre cose:

I. Faticare molto per avere un grande Paradiso.

II. Faticare con merito, con vantaggio.

III. Mirare tutti i giorni ad un alto Paradiso.

 

[I.] Perché faticare molto? C’è in noi molta pigrizia, ci scusiamo facilmente: o per la salute, o per amor proprio, o per indolenza. Queste cose ci allontanano dal Paradiso, quindi la[3] necessità di lottare, d’imporsi il dovere del lavoro, della fatica, perché a chi più opera sarà dato un miglior premio nell’eternità.

II. Faticare con utilità, con vantaggio, cioè lavorare con intenzioni rette, con intenzione santa, guadagnare meriti. Non conta la qualità del lavoro, conta davanti a Dio l’intenzione colla quale si è operato. Ogni più umile azione ha ugual valore davanti a Dio di quella dagli uomini riputata più grande: la santità con cui si opera è ciò che determina il valore.

[III.] Chiedere un alto Paradiso, chiedere molto, non pensare mai ad un arresto, non dire[:] basta. Solo chi mira ad un grande Paradiso riuscirà ad ottenere un premio, chi si limita e s’accontenta difficilmente lo raggiungerà.

Impariamo sempre nuove analisi nel nostro esame di coscienza, nuovi segreti per salire sempre; nel premio ci sarà certo differenza fra chi ha desiderato molto e chi si è accontentato di poco.

Riceviamo la santa Benedizione coll’intenzione di approfondirci in questi pensieri.

Il Signore ci premierà in misura delle difficoltà combattute. Rettifichiamo le nostre intenzioni, domandiamo sempre di più, umilmente di più, tanto di più.

( Beato Giacomo Alberione)




[1] Cf 1Cor 15,41.

[2] Cf 1Cor 3,8.

 

 
 

 

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Aveva un grande sogno: il Vangelo in ogni famiglia.

 

E i sogni Don Alberione non li mollava mai.

 

Era caparbio e andava fino in fondo,

 

scomodava il cielo e i suoi abitanti – La Trinità Santa, Maria Regina degli Apostoli, san Paolo

 

e tutti isanti – finché i sogni diventavano realtà:

 

stampo’ e diffuse 40.000 copie di Vangelo nella terza edizione del 1923.

 

“Evangelium, Evangelium…

 

Non come libro per impreziosire la biblioteca,

 

ma come libro da prendere in mano, leggere, pregare e meditare;

 

lampada e bussola nel cammino della vita.”

 

(Giacomo Alberione)

 

 

 

 

 

 

 

RICORDANDO IL BEATO ALBERIONE “VOLGIAMO IL NOSTRO PENSIERO AL PARADISO”ultima modifica: 2011-11-26T08:21:00+01:00da caterinafsp
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