ESSERE ARALDI e TESTIMONI del VANGELO

OGGI GRANDE SOLENNITA’

L’ASCENSIONE DI GESU’ AL CIELO

 

 

 

 

OGGI LA CHIESA IN TUTTO IL MONDO CELEBRA ANCHE

la”GIORNATA DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI”

ECCO IL MESSAGGIO di

 

Benedetto XVI

per la 47a Giornata Mondiale

delle Comunicazioni Sociali

(12 maggio 2013)

 

… Non ci dovrebbe essere mancanza di coerenza o di unità nell’espressione della nostra fede e nella nostra testimonianza del Vangelo nella realtà in cui siamo chiamati a vivere, sia essa fisica, sia essa digitale.

Quando siamo presenti agli altri, in qualunque modo, noi siamo chiamati a far conoscere l’amore di Dio sino agli estremi confini della terra. Prego che lo Spirito di Dio vi accompagni e vi illumini sempre, mentre benedico di cuore tutti voi, così che possiate essere davvero araldi e testimoni del Vangelo.

“Andate in tutto il mondo

e proclamate il Vangelo

a ogni creatura”

(Mc 16, 15).

 

 

 

Messaggio di Benedetto XVI

per la 47a Giornata Mondiale

delle Comunicazioni Sociali

(12 maggio 2013)

______________________________________________________________________

Reti sociali: porte di verità e di fede;

nuovi spazi di evangelizzazione

Cari fratelli e sorelle,

in prossimità della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali del 2013,

desidero proporvi alcune riflessioni su una realtà sempre più importante che riguarda il

modo in cui le persone oggi comunicano tra di loro. Vorrei soffermarmi a considerare lo

sviluppo delle reti sociali digitali che stanno contribuendo a far emergere una nuova

«agorà», una piazza pubblica e aperta in cui le persone condividono idee, informazioni,

opinioni, e dove, inoltre, possono prendere vita nuove relazioni e forme di comunità.

Questi spazi, quando sono valorizzati bene e con equilibrio, contribuiscono a

favorire forme di dialogo e di dibattito che, se realizzate con rispetto, attenzione per la

privacy, responsabilità e dedizione alla verità, possono rafforzare i legami di unità tra le

persone e promuovere efficacemente l’armonia della famiglia umana. Lo scambio di

informazioni può diventare vera comunicazione, i collegamenti possono maturare in

amicizia, le connessioni agevolare la comunione. Se i network sono chiamati a mettere

in atto questa grande potenzialità, le persone che vi partecipano devono sforzarsi di

essere autentiche, perché in questi spazi non si condividono solamente idee e

informazioni, ma in ultima istanza si comunica se stessi.

Lo sviluppo delle reti sociali richiede impegno: le persone sono coinvolte nel

costruire relazioni e trovare amicizia, nel cercare risposte alle loro domande, nel

divertirsi, ma anche nell’essere stimolati intellettualmente e nel condividere competenze

e conoscenze. I network diventano così, sempre di più, parte del tessuto stesso della

società in quanto uniscono le persone sulla base di questi bisogni fondamentali. Le reti

sociali sono dunque alimentate da aspirazioni radicate nel cuore dell’uomo.

La cultura dei social network e i cambiamenti nelle forme e negli stili della

comunicazione, pongono sfide impegnative a coloro che vogliono parlare di verità e di

valori. Spesso, come avviene anche per altri mezzi di comunicazione sociale, il

significato e l’efficacia delle differenti forme di espressione sembrano determinati più

dalla loro popolarità che dalla loro intrinseca importanza e validità. La popolarità è poi

frequentemente connessa alla celebrità o a strategie persuasive piuttosto che alla logica

dell’argomentazione. A volte, la voce discreta della ragione può essere sovrastata dal

rumore delle eccessive informazioni, e non riesce a destare l’attenzione, che invece

viene riservata a quanti si esprimono in maniera più suadente. I social media hanno

2

bisogno, quindi, dell’impegno di tutti coloro che sono consapevoli del valore del

dialogo, del dibattito ragionato, dell’argomentazione logica; di persone che cercano di

coltivare forme di discorso e di espressione che fanno appello alle più nobili aspirazioni

di chi è coinvolto nel processo comunicativo. Dialogo e dibattito possono fiorire e

crescere anche quando si conversa e si prendono sul serio coloro che hanno idee diverse

dalle nostre. “Costatata la diversità culturale, bisogna fa sì che le persone non solo

accettino l’esistenza della cultura dell’altro, ma aspirino anche a venire arricchite da

essa e ad offrirle ciò che si possiede di bene, di vero e di bello” (Discorso nell’Incontro

con il mondo della cultura, Belém, Lisbona, 12 maggio 2010).

La sfida che i network sociali devono affrontare è quella di essere davvero

inclusivi: allora essi beneficeranno della piena partecipazione dei credenti che

desiderano condividere il Messaggio di Gesù e i valori della dignità umana, che il suo

insegnamento promuove. I credenti, infatti, avvertono sempre più che se la Buona

Notizia non è fatta conoscere anche nell’ambiente digitale, potrebbe essere assente

nell’esperienza di molti per i quali questo spazio esistenziale è importante. L’ambiente

digitale non è un mondo parallelo o puramente virtuale, ma è parte della realtà

quotidiana di molte persone, specialmente dei più giovani. I network sociali sono il

frutto dell’interazione umana, ma essi, a loro volta, danno forme nuove alle dinamiche

della comunicazione che crea rapporti: una comprensione attenta di questo ambiente è

dunque il prerequisito per una significativa presenza all’interno di esso.

La capacità di utilizzare i nuovi linguaggi è richiesta non tanto per essere al

passo coi tempi, ma proprio per permettere all’infinita ricchezza del Vangelo di trovare

forme di espressione che siano in grado di raggiungere le menti e i cuori di tutti.

Nell’ambiente digitale la parola scritta si trova spesso accompagnata da immagini e

suoni. Una comunicazione efficace, come le parabole di Gesù, richiede il

coinvolgimento dell’immaginazione e della sensibilità affettiva di coloro che vogliamo

invitare a un incontro col mistero dell’amore di Dio. Del resto sappiamo che la

tradizione cristiana è da sempre ricca di segni e simboli: penso, ad esempio, alla croce,

alle icone, alle immagini della Vergine Maria, al presepe, alle vetrate e ai dipinti delle

chiese. Una parte consistente del patrimonio artistico dell’umanità è stato realizzato da

artisti e musicisti che hanno cercato di esprimere le verità della fede.

L’autenticità dei credenti nei network sociali è messa in evidenza dalla

condivisione della sorgente profonda della loro speranza e della loro gioia: la fede nel

Dio ricco di misericordia e di amore rivelato in Cristo Gesù. Tale condivisione consiste

non soltanto nell’esplicita espressione di fede, ma anche nella testimonianza, cioè nel

modo in cui si comunicano “scelte, preferenze, giudizi che siano profondamente

coerenti con il Vangelo, anche quando di esso non si parla in forma esplicita”

(Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 2011). Un modo

particolarmente significativo di rendere testimonianza sarà la volontà di donare se stessi

agli altri attraverso la disponibilità a coinvolgersi pazientemente e con rispetto nelle loro

domande e nei loro dubbi, nel cammino di ricerca della verità e del senso dell’esistenza

umana. L’emergere nelle reti sociali del dialogo circa la fede e il credere conferma

l’importanza e la rilevanza della religione nel dibattito pubblico e sociale.

Per coloro che hanno accolto con cuore aperto il dono della fede, la risposta più

radicale alle domande dell’uomo circa l’amore, la verità e il significato della vita –

questioni che non sono affatto assenti nei social network – si trova nella persona di Gesù

3

Cristo. E’ naturale che chi ha la fede desideri, con rispetto e sensibilità, condividerla con

coloro che incontra nell’ambiente digitale. In definitiva, però, se la nostra condivisione

del Vangelo è capace di dare buoni frutti, è sempre grazie alla forza propria della Parola

di Dio di toccare i cuori, prima ancora di ogni nostro sforzo. La fiducia nella potenza

dell’azione di Dio deve superare sempre ogni sicurezza posta sull’utilizzo dei mezzi

umani. Anche nell’ambiente digitale, dove è facile che si levino voci dai toni troppo

accesi e conflittuali, e dove a volte il sensazionalismo rischia di prevalere, siamo

chiamati a un attento discernimento. E ricordiamo, a questo proposito, che Elia

riconobbe la voce di Dio non nel vento impetuoso e gagliardo, né nel terremoto o nel

fuoco, ma nel «sussurro di una brezza leggera» (1 Re 19,11-12). Dobbiamo confidare

nel fatto che i fondamentali desideri dell’uomo di amare e di essere amato, di trovare

significato e verità – che Dio stesso ha messo nel cuore dell’essere umano – mantengono

anche le donne e gli uomini del nostro tempo sempre e comunque aperti a ciò che il

beato Cardinale Newman chiamava la “luce gentile” della fede.

I social network, oltre che strumento di evangelizzazione, possono essere un

fattore di sviluppo umano. Ad esempio, in alcuni contesti geografici e culturali dove i

cristiani si sentono isolati, le reti sociali possono rafforzare il senso della loro effettiva

unità con la comunità universale dei credenti. Le reti facilitano la condivisione delle

risorse spirituali e liturgiche, rendendo le persone in grado di pregare con un rinvigorito

senso di prossimità a coloro che professano la loro stessa fede. Il coinvolgimento

autentico e interattivo con le domande e i dubbi di coloro che sono lontani dalla fede, ci

deve far sentire la necessità di alimentare con la preghiera e la riflessione la nostra fede

nella presenza di Dio, come pure la nostra carità operosa: “se parlassi le lingue degli

uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come

cimbalo che strepita” (1 Cor 13,1).

Esistono reti sociali che nell’ambiente digitale offrono all’uomo di oggi

occasioni di preghiera, meditazione o condivisione della Parola di Dio. Ma queste reti

possono anche aprire le porte ad altre dimensioni della fede. Molte persone stanno,

infatti, scoprendo, proprio grazie a un contatto avvenuto inizialmente on line,

l’importanza dell’incontro diretto, di esperienze di comunità o anche di pellegrinaggio,

elementi sempre importanti nel cammino di fede. Cercando di rendere il Vangelo

presente nell’ambiente digitale, noi possiamo invitare le persone a vivere incontri di

preghiera o celebrazioni liturgiche in luoghi concreti quali chiese o cappelle. Non ci

dovrebbe essere mancanza di coerenza o di unità nell’espressione della nostra fede e

nella nostra testimonianza del Vangelo nella realtà in cui siamo chiamati a vivere, sia

essa fisica, sia essa digitale. Quando siamo presenti agli altri, in qualunque modo, noi

siamo chiamati a far conoscere l’amore di Dio sino agli estremi confini della terra.

Prego che lo Spirito di Dio vi accompagni e vi illumini sempre, mentre benedico

di cuore tutti voi, così che possiate essere davvero araldi e testimoni del Vangelo.

“Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura” (Mc 16, 15).

Dal Vaticano, 24 gennaio 2013

Festa di san Francesco di Sales

BENEDETTO XVI

 

 

 

 

 

ESSERE ARALDI e TESTIMONI del VANGELOultima modifica: 2013-05-11T22:27:00+02:00da caterinafsp
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento